BIOLOGICO E NATURA
L'AGLIO CHE CURA: TUTTI I SEGRETI
DA SEMPRE CONSIDERATO UN POTENTE RIMEDIO CURATIVO, L'AGLIO NON FINISCE DI STUPIRE...


Panacea per tutti i mali. Antidoto contro fantasmi, streghe e vampiri. Afrodisiaco.
Sul conto dell'aglio leggende e dicerie si perdono nella notte dei tempi.

I cinesi hanno illustrato le sue proprietà medicinali su stuoie di seta. All'epoca degli Egizi la bulbosa faceva parte della dotazione ritenuta indispensabile per gli schiavi impegnati a costruire le piramidi.
Decorazioni che la riguardano sono parte integrante di tutta l'arte medioorientale e nella Bibbia se ne parla con rimpianto, come uno degli ingredienti perduti a causa dell'Esodo. Anche i greci furono grandi consumatori di aglio. Lo usavano, per esempio, come una sorta di "doping" prima delle competizioni sportive, con il risultato che, secondo i maligni, riuscivano a tenere a debita distanza avversari pericolosi emanando diabolici effluvi.

I romani ereditarono la tradizione e la portarono più a nord, dove l'aglio si diffuse soprattutto nelle regioni meridionali.
Fino all'800 i testi di medicina sono prodighi di consigli teraputici per sfruttarne le proprietà medicamentose contro pestilenze, morsi di serpenti, vermi e tubercolosi.

Sta di fatto che ancora oggi spesso i suoi degustatori abituali sono messi all'indice , o quasi, almeno nella buona società, per via del suo odore penetrante, che soprattutto se se ne consuma in abbondanza e non si è abituati a farlo, trasuda persino dai pori della pelle, lasciandosi dietro un alone indelebile.

Le nuove ricerche sul conto del saporitissimo bulbo giustificano in pieno questo piccolo disagio ampiamente ripagato non solo dal punto di vista culinario, ma anche da quello della salute.
E' confermato infatti che l'aglio è una piccola farmacia naturale.
Fra i suoi principi attivi più interessanti ci sono allicina e alliina, due composti solforati dotati di un'attività simile a quella degli antibiotici, capace di contrastare lo sviluppo di alcuni batteri (come staffilococchi e salmonelle) e favorendo così la prevenzione dei disturbi derivati dall'ingestione di cibi avariati.

Un'altra sostanza interessante, presente nell'aglio è l'ajoene, che sembra avere un'azione anticoaugulante e protettiva nei confronti delle malattie cardiovascolari simile a quella dell'aspirina.
Le ricerche hanno poi dimostrato che l'aglio possiede anche una funzione regolarizzatrice sulla pressione sanguinga e la concentrazione di colesterolo del sangue.

Come se non bastasse l'americano National Cancer Institute gli attribuisce attività di "chemiopreventivo naturale", ovvero di protettivo verso alcuni tumori, come quelli a intestino e stomaco.
Niente di meglio quindi che concedersi quotidianamente il classico trito di aglio.
Alcuni accorgimenti aiutano a limitare al massimo gli strascichi odorosi e se proprio non si regge il suo aroma penetrante ci sono i preparati medicinali a base di estratti di aglio che paiono efficaci soprattutto per regolarizzare pressione e colesterolo. Certo il palato ci perde. Al naturale l'aglio è decisamente più solleticante.

Come e quanto...
Mezzo spicchio al giorno basta, secondo gli esperti, per godere i benefici effetti protettivi legati ai suoi principi attivi.
Meglio usarlo crudo, eventualmente mescolato a peperoncino e erbe aromatiche (che paiono potenziarne le proprietà) aggiungendolo a insalate e altri piatti dopo averlo tritato molto finemente.
Esagerare non serve: alcuni ricercatori sostengono che quantitativi superiori a due spicchi al giorno possano addirittura avere effetti negativi sull'apparato digerente. Senza contare che più se ne consuma maggiori sono gli strascichi odorosi. C'è poi da aggiungere che troppo aglio prevarica il gusto degli altri ingredienti, visto che ne basta un solo grammo per aromatizzare un chilo di pietanze.

Con la cottura l'aglio perde alcune delle sue proprietà. Resta tuttavia un rimedio utile contro ipercolesterolemia e bronchiti, tanto che nella medicina cinese il bulbo viene usato per preparare decotti efficaci contro questi disturbi. Inoltre è quasi indispensabile per dare aroma a diversi piatti, come le verdure trifolate, l'agnello arrosto, l'arrosto di maiale e il pesce ai ferri. Bisogna stare attenti a non farlo annerire perchè può assumere un gusto amaro poco gradevole.
Chi lo tollera poco può utilizzarlo intero e eliminarlo dopo la cottura, oppure, per attenuarne l'aroma, conservare intatta la pellicina che lo ricopre.

Un altro stratagemma molto popolare per renderlo più dolce è quello di lasciarlo immerso nel latte freddo per alcune ore, o di tuffarlo sette-otto minuti in latte bollente.
La sua digeribilità resta, comunque, un fatto soggettivo, che dipende anche dall'abitudine. Per prevenire strascichi sgradevoli nell'alito dopo aver abbondato con l'aglio è utile masticare un chicco di caffè o qualche semino di finocchio a fine pasto.

In primavera inoltrata l'aglio è disponibile fresco, più ricco di acqua e più delicato. Dall'estate in poi si trova quello essicato, dall'aroma intenso. Va conservato all'asciutto, in un luogo ben aereato e possibilmente al buio. Gli spicchi molli, macchiati o ammuffiti devono essere eliminati. Il germoglio centrale invece va tolto solo se si usa l'aglio per preparare salse che richiedono un colore omogeneo.

Per sfruttare i suoi effetti terapeutici in caso di ipercolesterolemia e ipertensione è meglio utilizzare gli estratti reperibili in farmacia sotto forma di capsule. In questo modo si possono raggiungere i dosaggi necessari senza indesiderabili effetti collaterali sulla digestione.

Dalla Cina come cura Secondo la farmacopea Cinese, ricca di rimedi alimentari, l'aglio è un buon rimedio contro raffreddore, bronchite e altri sintomi da raffreddamento. Eccovi una ricetta da provare. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è affatto sgradevole di gusto.
Decotto di zenzero e aglio (per tosse e raffreddori). Si mettono in una casseruola 15 g di aglio, 4-5 pezzettini di zenzero fresco spelato, 1 cucchiaino abbondante di zucchero, meglio se di canna, e 1 tazza di acqua. Si cuoce per 20 minuti quindi si filtra. Il decotto si beve 3-4 volte al giorno, possibilmente caldo, e pare efficace per trattare la tosse e il raffreddore incipiente.

Articolo a cura di WWW.PROMISELAND.IT
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